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Bloody FacebookChapter 9

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Vendetta, il boccone più dolce che sia mai stato cucinato all’inferno (Walter Scott).

Atropo si sentiva già all’inferno da quando decise di uccidere Alina vestito da demone. Dopo la straziante tragedia della perdita della sua amata Agata, per lui la terra non era più la terra, era l’eterna condanna agli inferi. Inferi nei quali stava trascinando anche Romeo Cosentino: lentamente, con sofferenza, tortura, supplizio e crudeltà.

Romeo era legato a una sedia e la testa era bloccata, con una fascia, a un semiasse di legno posto dietro la sua schiena, proprio come accaduto ad Alina. E, sempre come avvenuto a  lei, era costretto a osservare in un’unica direzione. Sulle palpebre aveva degli schermini di metallo traforati che lo costringevano a tenere gli occhi aperti. Però, a differenza di Alina, era nudo come un verme. Erano presenti, innanzi a quella specie di patibolo, Atropo vestito da diavolo, Annika e Adrian. Si trovavano in un cascinale di campagna abbandonato, nei pressi di Carate Brianza. Annika decise che, per lei, poteva bastare: aveva saziato a sufficienza la sua sete di vendetta; tuttavia prima di andare sull’auto ad attenderli, passò davanti a Romeo e, con tutto il disprezzo che ebbe in corpo, gli sputò in faccia. Adrian, intanto, posizionò su un treppiedi, posto a circa due metri da Romeo, un personal computer portatile sul cui monitor  fu riprodotto un file video. 

-Pezzo di merda, guarda, guarda quel filmato! È mia figlia Agata, quando era bambina, che gioca. L’hai violentata e poi uccisa perché non voleva sottostare al tuo volere!- disse Atropo.

-No! Mi sa che ti stai sbagliando con un’altra persona!- 

Rispose terrorizzato Romeo. 

-Ah! Neghi tutto ora, schifosissimo bastardo! Invece, Alina, durante la settimana nella quale venne tenuta sotto sequestro, mi ha detto che tu, e gli altri tuoi tre fratelli, l’avete violentata a turno e poi uccisa!-

In pochissimi secondi, Romeo capì il motivo della scomparsa di Alina e chiese al suo boia: -Che fine avete fatto fare alla mia ragazza?-

-Ah ah ah, hai coraggio di chiamarla la tua ragazza? Secondo te? Che fine vuoi che abbia fatto? Ora mi dirai dove si trova tuo fratello Vincenzo, che è latitante da un anno.-

-Non parlerò, abbiamo fatto un patto di sangue alla presenza di nostro padre al suo capezzale, prima che morisse.- 

Ma Atropo aveva un asso nella manica. 

-Adrian dammi pure la siringa con il siero della verità.-

Atropo iniettò il siero sotto il testicolo, nel punto più sensibile al dolore: l’urlo di Romeo fu lacerante e, a causa del dolore insopportabile, svenne. Dopo pochi secondi, Adrian gettò una secchiata d’acqua fredda in faccia a Cosentino per svegliarlo. 

-Su dai! Parla Romeo! Dimmi dove si trova tuo fratello Vincenzo- intimò Atropo.

Con tono dolorante Romeo rispose: -Via Francesco Croce 5, Garbagnate Milanese.-

-Hai altro da dirmi e del quale sono all’oscuro riguardo mia figlia Agata?-

Romeo, con voce anche sofferente disse :  – Agata era molto giovane e bellissima. Grazie ad Alina, e con la sua complicità, siamo riusciti a sequestrarla per farla entrare nel giro della prostituzione d’élite. L’onorevole Silvio Ruggeroni avrebbe pagato un sacco di denaro per inserirla nella sua corte privata orgiastica. Ma lei si era opposta con tutte le sue forze e, allora, abbiamo abusato di lei per punirla.-

-Si, ma chi è stato a ucciderla?- chiese impietosamente Atropo. 

-La situazione ci è scappata di mano. Mio fratello Calogero, per tenerla ferma, le mise una mano stretta al collo, troppo stretta, tant’è che la strangolò.-

-Schifosissimi pezzi di merda!- Inveì Atropo, che continuò:

-A questo punto, Adrian, direi che il bastardo abbia detto tutto. Passami la tenaglia e avvia pure la video registrazione con lo smartphone.-

Atropo schiacciò con decisione i due testicoli di Romeo. Le urla del condannato furono ancora più laceranti di prima e, neanche il tempo di svenire di nuovo, che Atropo afferrò con decisione la forca appoggiata al muro e trafisse, in un solo colpo, il suo torace. Il demone della vendetta, ansimante e soddisfatto, pensò che, alle prossime prede da giustiziare, Vincenzo, Giuseppe e Calogero Cosentino se ne aggiunse un’altra: Silvio Ruggeroni.

Pronto? Lo Presti. Erano le cinque del mattino e il comandante ricevette una telefonata dal carabiniere del turno di notte. Un drone inviato da Atropo era di nuovo atterrato nel cortile della caserma. Dopo neanche un’ora, la squadra investigativa era già nell’ufficio del comandante. La criminologa Vergani, il capo dei RIS Longobucco, il detective Garbin e il comandante Lo Presti avevano appena visto il video girato dall’assassino. Si guardarono esterrefatti in silenzio per due minuti, finché non intervenne Lo Presti:

-L’omicidio è stato commesso sicuramente in un cascinale abbandonato nella campagna limitrofa a Monza. Dal rapporto degli uomini del dottor Garbin, che pedinavano la vittima, l’imboscata è avvenuta intorno alle ore ventitré e trenta; pertanto i rapitori non potevano essersi allontanati molto da Monza. In collaborazione con la polizia, stiamo passando al setaccio tutti i cascinelli abbandonati in zona. A questo punto, il movente degli omicidi di Alina e di Cosentino appare sicuramente la vendetta. Dobbiamo assolutamente interrogare con la massima urgenza i fratelli di Romeo Cosentino, a eccezione, ovviamente, del latitante Vincenzo. Calogero e Giuseppe dovranno rassegnarsi all’idea di essere in grave pericolo; abbiamo a che fare con un killer  furbo, freddo, spietato e assetato di vendetta. Metterò a disposizione del detective Garbin il maggior numero possibile dei miei uomini per controllare i componenti della cosca di Carmelo Benetti, nemica da molti anni dei Cosentino.-

Intervenne anche Salvatore Longobucco che disse : 

-Dobbiamo anche fare una ricerca sui casi di cronaca, almeno degli ultimi cinque anni. Casi irrisolti, dove ci sono state delle vittime e l’assassino non è stato 

trovato. La messa in scena del drone a noi inviato dall’assassino è, evidentemente, una sfida, uno sbeffeggio, nei confronti delle forze dell’ordine, nei nostri confronti, per un caso irrisolto.-

-Certamente- disse Lo Presti, che aggiunse :

-Come da lei indicato a inizio indagine, non ci troviamo di fronte a un assassino che agisce da solo, ma con più complici, come ci può confermare il dottor Garbin, che, ieri sera, mi ha avvertito telefonicamente dell’imboscata a Romeo Cosentino.-

-Certamente comandante, i miei uomini hanno visto da lontano due individui mascherati che hanno prelevato Cosentino. Ora stiamo verificando, con l’aiuto della Questura, l’identità della donna che la vittima aveva da poco assunto nel suo bar. Purtroppo non le avevamo dato importanza finché, proprio ieri sera, abbiamo constatato che è complice dei rapitori.-

Concluse Longobucco: -Inoltre, i miei uomini stanno analizzando i due droni e hanno già rilevato che alcuni componenti non sono facilmente reperibili in Italia; pertanto è molto probabile che l’assassino li abbia acquistati all’estero.- Intervenne anche Matilde Vergani per rafforzare definitivamente la figura di Atropo vendicatore :

-Atropo, nei suoi delitti, si traveste da diavolo, con il tridente come arma, perché, oltre alla vendetta, vuole attuare un’evidente giustizia punitiva. Si mette sullo stesso livello delle vittime, che, molto probabilmente, sono state a loro volta carnefici dei suoi affetti familiari. Pertanto, come ha appena detto Longobucco, dobbiamo concentrare i nostri sforzi sui fatti di cronaca del passato nel circondario di Monza.- Matilde e Salvatore incrociarono i loro sguardi con una profonda intesa.

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8 commenti

  1. Virginio ha detto:

    Molto splatter questo capitolo.

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  2. Armund45 ha detto:

    Viuuulenza!

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  3. Silvy55 ha detto:

    Molto cruento e lugubre.

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  4. Darius ha detto:

    Se non fosse così violento non si chiamerebbe Bloody Facebook.

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  5. Gingo-87 ha detto:

    Grande carlobianchiorbis

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  6. Aurora-oo8 ha detto:

    Ahahahah: urlo di munch in copertina!

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  7. Restev ha detto:

    Complimenti #carlobianchiorbis

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