>PROLOGO< GREEK LOVE

Greek Love – L’Amore Greco – Prologue

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Ho qui, di fronte a me, mio padre adottivo Giulio Garavaglia. È sdraiato su un letto ed è tutto intubato. Ci troviamo nell’Ospedale di Legnano. È mattino presto e fuori è una bellissima giornata d’estate, fresca, perché la notte precedente è piovuto parecchio. Nella camera c’è solo lui. La luce è soffusa e la temperatura è gradevole, grazie al condizionatore, ma faccio comunque fatica a respirare a causa dell’apprensione e l’ansia che provo: 

Giulio è in attesa di essere operato alla testa.

Dovrà prima ritrarsi un ematoma causato da una forte contusione, conseguente a una caduta da cavallo. 

È fatto così, deve sempre provare nuove esperienze e nuove emozioni. Ha voluto a tutti i costi cimentarsi nell’equitazione per la prima volta, arrivato a una certa età e ora eccolo sul letto che sembra in coma. 

Dovreste conoscere il mio nome: mi chiamo Ricardo. 

Vi ricordate no?

Da quando sono venuto a vivere in Italia, i miei nuovi amici mi hanno appioppato il soprannome “Falcão”. 

Proprio il Paulo Roberto Falcão, grande calciatore degli anni ottanta che ha gloriosamente militato nella Roma, portandola a vincere il primo scudetto della sua storia. 

A dire il vero sono io che ho voluto che mi dessero questo soprannome. Penso che Falcão rappresentasse perfettamente il prototipo dell’uomo brasiliano. Ho visto parecchi video su YouTube, di trasmissioni televisive del passato in cui egli era ospite. Sì,  Paulo Roberto Falcão è un proprio un “orginal Brasileiro”. 

Tornando a mio padre, vi ricordate del suo precedente racconto, delle sue vicissitudini avute con la sua amante brasiliana Mariana, per poi rimettersi insieme alla moglie Lucilla e dulcis in fundo: adottarmi?

Un lieto fine buono, soprattutto per me, ovviamente, anche se notavo dallo sguardo della mia nuova madre adottiva, un velo di tristezza. Appresi poi in seguito che soffriva di depressione. 

Comunque, Giulio e Lucilla mi hanno salvato dal baratro della povertà e sicuramente da un destino indirizzato alla criminalità. E molto probabilmente anche salvato dalla morte. 

Ma anche mio padre me ne ha fatte passare di avventure, molto rischiose e pericolose, ma direi anche molto belle e indimenticabili. Eccome! 

Non più in Brasile ma in Grecia. Con lui, evidentemente, non ci si annoia mai. 

Grazie a Giulio ho trovato l’amore:

I’amore greco. 

Egli è molto invecchiato da quando vi avevamo lasciato nel precedente racconto: ha i capelli e la barba folta bianchi.  

Ne sono passati parecchi di anni e in effetti, ora che io sono adulto, assomiglio molto a Paulo Roberto Falcão. 

Ho quindi i capelli medi e leggermente ricci, castano chiaro. Sono anche lievemente stempiato come lui. Carnagione bianca da occidentale ma che diventa facilmente ambrata sotto i raggi del sole. E proprio come Falcão, quando sorrido mi si formano delle lievi zampe di gallina intorno agli occhi. 

Nel racconto precedente Giulio era la voce narrante, mentre in questo nuovo romanzo sarò io, anche perché lui non sarebbe evidentemente in grado. Come nel “Mare fra di noi” la narrazione sarà al presente. Così, cari lettori, assisterete, in tempo reale, alle emozioni che ho vissuto e che sto rivivendo con voi. Al presente ma con salti nel passato… 

… siete pronti?

E allora torniamo a quando eravamo sull’aereo in volo, di ritorno da San Paolo e diretto all’aeroporto della Malpensa di Milano. 

Mi ricordo che i miei genitori, nonostante si notasse chiaramente che avevano un rapporto un po’ incrinato, mi mettevano di buon umore, tanto è vero che posso rievocarvi letteralmente quanto aveva narrato Giulio:

“… Comunque il nostro bambino si è appena seduto sul posto fra noi due e dico a mia moglie:

-Lo sai Lucilla che ti voglio un bene dell’anima?-

Lei mi guarda e crolla il capo, facendo un’espressione di compatimento e poi sorride leggermente.

Il piccolo brasiliano osserva Lucilla e poi osserva me e si mette a ridere di gusto, coinvolgendo anche noi e gran parte dei passeggeri.         

Il mare ci ha divisi, ci ha riuniti e poi ci ha donato un figlio.”

Che fine romantica vero? 

Ebbene, quella fu una delle tante scenette reali fra Giulio e Lucilla, che mi facevano morire dalle risate. Quando cominciai ad andare a scuola, mi ricordo che, per velocizzare l’apprendimento della lingua italiana, guardavo al pomeriggio le repliche delle Sitcom italiane del passato. Un giorno, per caso, scoprii che su un canale digitale di Mediaset trasmettevano “Casa Vianello” e non me ne persi una, perché le vicende di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello mi sembravano proprio le medesime dei miei genitori. 

Ma, purtroppo, la vita mi ha riservato una brutta sorpresa. 

Un avvenimento che non mi sarei mai aspettato e che mi riempì il cuore di tanto dolore. Avrò il tempo e il modo di raccontarvela per bene.

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17 commenti

  1. GIO' ha detto:

    Bello, complimenti

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  2. ALEX ha detto:

    Niente male

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  3. Xavier ha detto:

    Un buon Prologo è gia di un buon auspicio per un buon romanzo

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  4. Leandro ha detto:

    Da un thriller a un romantico… Cambio di genere letterario con nonchalance… Complimenti Carlo,

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  5. Bond ha detto:

    Very good

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  6. Lonzio ha detto:

    Fantastica anche questa storia

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  7. Crish ha detto:

    Bello

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  8. Frend ha detto:

    Già dal Prologo sembra interessante

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  9. Lucy ha detto:

    Bellissimo

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  10. Meucci ha detto:

    🤟 Rock

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  11. Leox ha detto:

    Ottimo

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  12. Libos ha detto:

    Bel racconto

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  13. Tret56 ha detto:

    Very cool

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  14. Rosaliene Bacchus ha detto:

    Thanks for the follow 🙂

    Piace a 1 persona

    1. carlobianchiorbis ha detto:

      My pleasure Rosaliene🙏😘

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