>CAPITOLO 3 (GIULIO GARAVAGLIA E IL SESSO)< GREEK LOVE

Greek Love – L’Amore Greco – Chapter 3

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Mio padre Giulio Garavaglia. 

Cosa dire di lui? 

Era un libro aperto sul sesso che ruotava intorno alle donne. 

Quando andavamo a fare i giri in campagna, in bicicletta, all’aria aperta, diceva che si sentiva la primavera addosso e cominciava a farmi una sorta di grezza lezione sessuale. Con la scusa di fermarci a fare sosta sotto una pianta, parlava a ruota libera, senza inibizioni, tanto da farmi arrossire come un pomodoro, dato che le mie esperienze sull’argomento erano molto carenti. Ero nel pieno dell’età adolescenziale e con i compagni di scuola non avevo ancora instaurato amicizie, così intime, che mi permettessero di imparare qualcosa di rilevante. Giulio insisteva che guardassi dei film pornografici, ma mia madre Lucilla me lo impediva. Tanto è vero che, spesso, i miei genitori finivano col litigare animosamente per causa mia e mi dispiaceva molto. 

E così, in mezzo alla natura della Lomellina, ci trovavamo seduti sull’erba, a gambe incrociate, uno di fronte all’altro, con le proprie biciclette appoggiate al tronco della pianta che ci faceva ombra. E cominciava il monologo di mio padre… 

“Caro Ricardo, devi capire che la fellatio è fondamentale per un uomo. Quando una donna esclude questa pratica sessuale è subito da mollare! Ma lo stesso vale anche per noi uomini. Anzi, sopratutto gli uomini che non leccano la figa della loro compagna, sono destinati a essere cornificati e magari da un’amante dello stesso sesso. Sapessi quante donne bixes ci sono in giro. Loro sanno come leccare la propria intimità, con estrema delicatezza e precisione ed è questo il motivo perché molte donne preferiscono fare sesso tra di loro. 

Il sesso orale è un po’ come la degustazione del vino. Quando una persona assaggia del vino per la prima volta nella sua vita, solitamente, se non prova ripugnanza, non ne rimane troppo entusiasta. Ma poi, la seconda volta, la terza e così via, comincia ad apprezzare quel gusto selvatico fruttato. Poi si prova a degustare altri tipi di vino. Quando, caro Ricardo, proverai la prima volta, non dovrai demoralizzarti. Ti consiglio iniziare col baciarla e annusarla con circospezione. Poi, prima di passare la lingua sulle labbra vaginali cerca di accumulare in bocca un po’ di saliva, come se dovessi sputare. In tal modo copriresti il sapore acidulo della figa che appunto, inizialmente potrebbe darti disgusto se non, addirittura, provocarti piccoli conati di vomito. Ci sono donne e dovrai capirlo tu con l’esperienza, alle quali piace la punta della lingua infilata nella figa come se dovessi penetrarla con la stessa. Mentre altre alle quali piace la lingua solo sulle labbra vaginali. 

Certamente, tu mi chiederai se non fosse meglio, in un rapporto intimo di coppia, chiarirsi prima, riguardo i propri desideri sotto le lenzuola e io ti risponderei di no. Secondo me, è più romantico ed eccitante andare alla scoperta dei gusti della propria partner. Parlarne prima o durante l’atto amoroso sarebbe come fare una sorta di contratto sessuale.” 

E così Giulio si fermava un attimo e mi osservava sorridendo, sapendo che io, sicuramente, non avrei fatto domande e chiesto ulteriori chiarimenti, perché imbarazzato. Mio padre, ai tempi, aveva sempre il viso ben rasato e portava i capelli corti a spazzola che gli davano un aspetto molto giovanile, nonostante fossero piuttosto brizzolati.

Sinceramente, in cuor mio, lo ascoltavo, per il rispetto che nutrivo nei suoi confronti per avermi salvato da un destino brutale, ma, a volte, sui suoi discorsi sul sesso e sulle donne arrivavo a provare anche un po’ di repulsione. E così mio padre proseguiva il suo monologo… 

“Vedi caro Ricardo, con le donne, a letto, bisogna essere teneri, affettuosi, ma anche piuttosto virili allo stesso tempo, rasentando un pochino la brutalità. 

Una donna, salvo che è una zoccola, non ti dirà mai che le piacciono gli schiaffi sulle chiappe mentre la scopi alla pecorina. Devi capire tu, al primo schiaffo leggero, se fa un gemito di godimento e poi sarà magari  lei a chiederti di farlo con più vigore e se insistere. 

Mi ricordo che la mia ex fidanzata di Trezzano sul Naviglio, nella provincia di Milano, si eccitava solamente se le schiaffeggiavo il sedere nudo con vigore. A volte, ti sembrerà strano, ma mi faceva sentire in imbarazzo perché mi chiedeva lei di metterci più forza negli schiaffi, fino a quando non mi diceva: sono tutta bagnata. E così potevamo copulare. 

Ogni femmina ha il suo modo di eccitarsi. Tieni conto che se una donna no ha la vagina sufficientemente bagnata è come se tu infilassi il pisello nella sabbia e ti garantisco che non è bello.

È vero che posso sembrarti un materialista, ma ci sono coppie di sposini e fidanzati che si lasciano perché pensano che sia sufficiente amarsi, trascurando l’aspetto importante della sessualità, dell’esplorazione reciproca dei desideri più reconditi.”

Così, mio padre Giulio, soddisfatto, terminava con un:

“Cià ragazzo che andiamo!” 

Inforcavamo la bicicletta e proseguivamo il nostro giro in campagna. 

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2 commenti

  1. Versus ha detto:

    Abbastanza esplicito direi Carlo Bianchi Orbis, fin troppo… Ahahaha

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  2. Dobi ha detto:

    Top👌

    "Mi piace"

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