> CAPITOLO 15 < SCENT OF THE SEA

Scent of the Sea – Chapter 15

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POST 15

🔮ANNO 2068
(ARRIVO ALLA CASA DI CESANO BOSCONE DELLA MAGA AMELIA) 🔮

Una volta usciti dalla tangenziale Ovest, il vecchietto, Ludmilla e Ginevra si fermarono al bar per fare colazione nelle vicinanze di Cesano Boscone. L’occasione fu anche propizia per farsi dare le indicazioni per raggiungere l’indirizzo di destinazione, dove risiedeva la maga Amelia: Via Francesco Giramo al civico 55.

Nel frattempo, il tenente Meyer viaggiava spedito, incurante dei limiti di velocità, in quanto guidava, a sirene spiegate, un’auto d’ordinanza dei Carabinieri di Pontecurone. L’alleato di Hitler IV era il comandante della Stazione militare da dieci anni. Riuscì a ottenere questa posizione grazie alle raccomandazioni del generale Attilio Mancini dell’Arma dei Carabinieri. Quest’ultimo dovette sottostare all’intromissione logistica del Governatore americano della Florida, amico all’epoca del generale della NASA James Garcia. Il maggiore Lincoln, grazie alla sua encomiabile attività lavorativa trentennale nella National Aeronautics and Space Administration, riuscì così a influenzare Garcia per indirizzare indirettamente, a capo della vicina Caserma dei Carabinieri di Pontecurone, il tenente Meyer. L’auto d’ordinanza andava veloce con il pilota automatico inserito e l’inseguitore, osservando l’indicatore satellitare, connesso al microchip nella testa di Lincoln, notò che si era fermato. Pensò pertanto che doveva passare alla guida manuale per aumentare ancora di più la velocità e così raggiungere quanto prima l’obiettivo. Non appena il vecchietto, la donna e la bambina uscirono dal locale pubblico, Meyer giunse a due metri dalla Fiat Tipo parcheggiata, ma mentre stava per aprire la portiera, li vide arrivare e pertanto dovette rimanere sulla propria auto, per poi seguirli a ruota.

Ludmilla memorizzò alla perfezione le indicazioni stradali del barista e imboccò la strada interna parallela a quella principale, finché sopraggiunse a un cortile attorniato da tre palazzoni squadrati di dieci piani, di colore grigio ardesia chiaro e con due larghe strisce orizzontali rosse, che cingevano completamente gli stessi. Una striscia posta a circa sei metri dal tetto e l’altra a circa quattro metri dal ciglio della strada. Mentre la ragazza faceva la manovra di parcheggio, Xavier osservò le finestre delle case popolari ed ebbe la sensazione che fossero disabitate. L’auto fu posizionata con la parte posteriore in prossimità di un muretto, che divideva il parcheggio da un piccolo parco con erba rada, su un terreno secco dove c’era la presenza di qualche altalena arrugginita. Scesero dall’auto lasciando per qualche secondo sul sedile Ginevra e il cane Blacky. Aprirono il portellone del bagagliaio dando prima un’occhiata veloce che non ci fosse nessuno a osservarli. Dentro c’era Lincoln che si dimenava energicamente e osservava fisso negli occhi Xavier, con la rabbia di un mastino inferocito.

«Cosa dici Ludmilla? Devo per forza tramortirlo un poco?»

«Certo Xavier, cerca però di essere cauto.»

Il vecchietto prese in mano la mazza da baseball che stava in fondo al bagagliaio, dietro la schiena di Lincoln e sferrò un colpo alla sua testa, quel tanto che bastò per fargli perdere i sensi; poi aprì la portiera posteriore e tirò giù la carriola di metallo. Xavier e Ludmilla non fecero poca fatica a sollevare il sequestrato e metterlo sulla carriola; dopodiché lo coprirono opportunamente con una grande coperta di lana. Tutto il gruppetto di ventura si diresse verso il civico 55. Intanto Meyer che seguì la scena, a debita distanza col binocolo, vide Xavier che precedeva Ludmilla e Ginevra, trasportando la carriola su cui c’era Lincoln avvolto dalla coperta e, seduto, sopra di lui il cane Blacky. Appoggiò il binocolo sul sedile di fianco e telefonò su una linea criptata al capitano Fisher:

“Qui Meyer, devo giustiziare non solo Lincoln, ma anche un vecchio, una donna e una bambina.

” Okay ricevuto tenente,” rispose Fisher.

Meyer chiuse il contatto telefonico, prese la pistola dal cruscotto, applicò il silenziatore e guardò verso il civico 55 con lo sguardo da killer spietato. Intanto le prede erano salite in ascensore. Sul citofono dell’ingresso principale del palazzo, trovarono semplicemente la scritta Amelia e non appena Xavier schiacciò il tasto, sentirono una voce che disse solamente: terzo piano, porta di fronte alla rampa di scale. Non appena giunsero sul pianerottolo, Ludmilla che teneva in braccio Ginevra dovette farla subito scendere, in quanto l’effetto benefico dell’allucinogeno chimera si stava decisamente dissolvendo. Xavier che si accorse subito, le disse con tono mestamente consolatorio:

«Ora cara, non appena entriamo nell’appartamento della maga, ti devi subito mettere sdraiata a riposare, okay?»

Ludmilla annuì con sguardo amareggiato.
Arrivarono davanti all’ingresso dell’appartamento e trovarono la porta aperta. Entrarono e videro in fondo al corridoio buio una sagoma indefinita che disse:

«Su dai! Sbrigatevi che non c’è tempo da perdere! Andiamo subito nella camera delle sedute spiritiche…»

#carlobianchiorbis
La storia dell’umanità è sempre comunque passata attraverso ambienti popolani.


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