> CAPITOLO 16 < SCENT OF THE SEA

Scent of the Sea – Chapter 16

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POST 16

🔮 ANNO 2068 – INTOPPO DRAMMATICO ALLA MISSIONE🔮


Non tutte le storie reali della vita hanno un lieto fine, ma niente ci impedisce a sperare sempre nella divina provvidenza.
#carlobianchiorbis

L’orologio da parete Map of the Word nella camera adibita alla seduta medianica, segnava le nove e trentatré antimeridiane. I partecipanti erano tutti disposti intorno al tavolo rotondo, a eccezione di Ludmilla che era sdraiata sul divano del soggiorno, a riposare perché estremamente stravolta. Di fianco al divano c’era sdraiato sul pavimento il cane Blacky, che sembrava vigilare sulla casa della maga Amelia. Ogni tanto l’animale drizzava le orecchie e osservava attento nella direzione di qualsiasi minimo rumore che sentiva. Ludmilla, prima di coricarsi, aveva fatto un ultimo sforzo aiutando Xavier a sollevare Lincoln dalla carriola e adagiarlo sulla sedia, sempre ben legato e imbavagliato, davanti al tavolo rotondo. Il vecchietto si era seduto davanti al tavolo con Ginevra coricata sulle sue gambe. Entrambi portavano in testa le cuffie Bluetooth, così come anche forzatamente Lincoln, che osservò, con occhi invasati di rabbia, la maga Amelia che si avvicinò a lui e gli bendò gli occhi con un foulard nero. La chiaroveggente si sedette e raccomandò il vecchietto e la bambina di tenere ben chiusi gli occhi, di non aprirli per nessun motivo. Poi cominciò a entrare in trance e pronunciò le frasi rituali di evocazione degli spiriti. Le luci delle candele, al centro del tavolo, creavano un gioco di ombre con la sagoma della maga, che la facevano sembrare sul muro, come un grosso licantropo. Una volta evocato lo spirito della maga Adsa, dal mondo parallelo, ci sarebbe stato il teletrasporto di Xavier e la bambina, per entrare in contatto con lei, vivente nel mese di luglio del 1944. Non si trattava della solita seduta spiritica, perché l’avvenimento che stava avendo luogo in quella camera in penombra, di un appartamento anonimo al terzo piano, di un palazzo popolare di Cesano Boscone, era qualcosa di epocale. Ma a un tratto si sentì abbaiare animatamente e anche un urlo straziante, provenire dal corridoio. La seduta spiritica venne interrotta drasticamente.

«Stai qui piccola, vicino ad Amelia, non ti muovere che vado a vedere cosa è successo» disse Xavier con voce tremolante e terrorizzata a Ginevra, che annuì con sguardo sgomento. Il vecchietto, in pochi secondi, pensò a Ludmilla e prese decisamente coraggio per andare in suo soccorso. Vide, a metà corridoio, la poveretta riversa a terra in una pozza di sangue e poco più in là, verso l’ingresso, Blacky che ringhiava rabbiosamente verso un individuo, che gli sparò un colpo di pistola. Il cane morì in tre secondi senza emettere gemiti. La prima cosa che venne in mente a Xavier, d’istinto, fu quella di proteggere la bambina. Ma non fece neanche in tempo a voltarsi, per rientrare nella stanza, che Ginevra si era anche lei affacciata nel corridoio e nonostante fosse muta, riuscì a emettere un stridio, talmente fastidioso, che sia Xavier che Meyer, dovettero tapparsi le orecchie con le mani. L’occasione fu propizia alla maga Amelia per intervenire: uscì dalla stanza e sparò un colpo di fucile direttamente sul corpo del killer. Il proiettile raggiunse la sua pancia e mentre cercò di reagire puntando la pistola sulla maga, venne colpito nuovamente da lei, ma stavolta al cuore. Meyer cadde finalmente riverso a terra e morì. Dopodiché la maga disse con fierezza:

«Questo fucile a canne mozze me lo regalò un mio carissimo cliente mafioso, contento per essere riuscita a evocare lo spirito della sua cara mamma.»

Nel frattempo, nello spazio le stelle avevano la luce fredda della morte. Fisse e con radiazione luminosa tenue e tremolante. Stelle che formavano galassie che apparivano come cimiteri vaganti nell’infinito di gas e polveri.

😈Capitano Fisher chiama generale Von Beck, mi sente?

Dalla navicella spaziale Armstrong risposero subito alla prima richiesta di contatto radio e fu una sorpresa per il capitano:

😈Qui Adam Adolf Hitler, la sento forte e chiaro.

😈Heil, mein Führer!
Rispose con prontezza Fisher e il Capo Supremo del mondo parallelo, senza andar troppo per il sottile con i convenevoli chiese:

😈Ha novità importanti e buone per me capitano?

😈Purtroppo nein, mein Führer! Il tenente Meyer è deceduto, l’ho rilevato dalla segnalazione radar del microchip installato nel suo cervello. Mentre Lincoln risulta ancora vivo.

Il generale Von Beck che stava accanto al Führer, lo vide assumere colori violacei, misto magenta e bordeaux, per la stizza rabbiosa, finché dopo qualche secondo dell’asserzione di Fisher, lo sentì esclamare, con animo ostile, un’unica parola:

😈Maledizione!

E dopo qualche secondo sei parole:

😈Incapaci, inetti, siete degli emeriti insulsi!

Intervenne anche il generale nella speranza di placare almeno in parte l’ira del Führer:

😈Sicuramente Lincoln è stato sequestrato. A questo punto dobbiamo ordinare al capitano Fisher di mandare la squadra speciale della morte, ovunque si trovi il maggiore, piazzare dell’esplosivo affinché lui muoia e, insieme, anche i suoi sequestratori.

😈Sono d’accordo generale. Ma Fisher ora mi ascolti bene: Dovrà anche mettere in azione gli adepti nazisti di tutta Europa. Colpirete immediatamente le chiese, i monasteri, le moschee, qualsiasi luogo di culto. Intanto eliminate anche anziani e bambini colpendo scuole, asili e ospizi. Inizialmente tutti i siti più indifesi della razza terrestre e quindi più facilmente sopprimibili. Cominceremo a massacrarli ai fianchi nei punti più vulnerabili. In tal modo saranno tutti emotivamente coinvolti e pertanto più deboli.
Non appena atterreremo sulla terra, tre dei nostri graduati militari verranno in Europa a coordinare e portare a termine le azioni di guerriglia, mentre gli altri due militari, insieme ai nostri scienziati, andranno a distruggere il continente Asiatico al posto del tenente Meyer deceduto. Mi raccomando capitano, all’arrivo sulla terra con la nostra navicella, voglio vedere l’Europa bruciare dall’alto, ci siamo capiti?!

😈Jawohl mein Führer! Lass uns gehen und die erde wieder beherrschen!
(Andiamo a dominare ancora la terra!)

Il capitano Fisher, non appena chiuse il contatto radio era eccitatissimo e carico a pallettoni.


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