> CAPITOLO 18 < SCENT OF THE SEA

Scent of the Sea – Chapter 18

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POST 18

🔮 ANNO 2069 – LA NAVICELLA ARMSTRONG ATTERRA SUL PIANETA TERRA 🔮



L’umanità è una mandria di esseri che devono essere governati con la frode, l’inganno, e con lo spettacolo.
@Edmund Burke

La navicella Armstrong arrivò a migliaia di chilometri di distanza dalla esosfera terrestre, ma ormai mancava poco tempo all’atterraggio sul globo. Adam Adolf Hitler IV e il generale Von Beck osservarono soddisfatti i colori rosso sangue e giallo delle fiamme ardenti che si vedevano sul pianeta terra. Più si avvicinarono a esso e maggiormente le fiamme risultarono ai lori occhi ancora più lucenti e corpose.

«È straordinario generale, guardi tutte quelle fiamme sparse in ogni Federazione dell’Europa, e questo non è che l’inizio.»


«Jawohl mein Führer, è magnifico, stiamo cominciando a eliminare un pò di spazzatura umana terrestre. Il capitano Fisher sta eseguendo gli ordini alla perfezione.»

I due criminali venuti dalla spazio si guardarono come due innamorati diabolici che si stavano preparando alle nozze del secolo: la cerimonia dello sterminio umano. La navicella della morte procedette in discesa verso la terra di 19 gradi e rallentò progressivamente alla velocità di 28mila chilometri all’ora, finché arrivata nell’orbita terrestre raggiunse la velocità di 300 chilometri all’ora. Mentre compiva le fasi finali di atterraggio, il Capo Supremo Hitler pensò al giuramento che avrebbe imposto ai suoi nuovi adepti terrestri nazisti…

“… Pronuncio davanti a Dio questo sacro giuramento:
Presterò assoluta obbedienza ad Adolf Hitler,
Führer della Germania e del suo popolo,
Capo Supremo della Wehrmachy
e giuro di essere pronto, da soldato coraggioso,
a sacrificare la mia vita in ogni istante per questo giuramento.”

«La fase di atterraggio è terminata mein Führer.»

Hitler, sentendo le parole del generale sbatté le ciglia come svegliatosi da un sogno incantevole e si voltò verso di lui dicendogli:

«Prepariamoci generale alla pagliacciata americana della cerimonia del nostro ritorno sul pianeta terra»

Von Beck sorrise al Capo Supremo con un ghigno malefico.
Tutto l’equipaggio della Navicella Armstrong mise piede sul suolo terrestre. Il colonnello Dollmann e il tenente colonnello Lischka nei corpi rispettivamente del comandante Connelly e del vice comandante McConaughey, scesero per primi dalla navicella; furono seguiti dagli altri graduati nazisti nei corpi degli otto membri rimanenti dell’equipaggio americano. Mentre il Führer, il generale Von Beck, cinque militari graduati e cinque medici scienziati scesero per ultimi senza essere visti, in quanto abbigliati di speciali tute invisibili. Gli scienziati e i militari graduati si occuparono di deporre sul suolo terrestre l’attrezzatura per il trasferimento delle anime e le potenti armi, appositamente ricoperte da teli che le rendevano anch’esse invisibili. Tre militari graduati dovevano poi trasferirsi in Italia agli ordini del capitano Fisher e altri due militari, insieme a tre scienziati dovevano recarsi nel Continente Asiatico. Sul suolo d’atterraggio della navicella spaziale ci fu un’accoglienza in pompa magna. C’era la Marching Band formata, per l’occasione, da un maggior numero di componenti rispetto alle normali esibizioni fatte nei campi da baseball e football. Alla guida della banda militare, in testa, c’era sempre il Tamburo maggiore che coordinava i movimenti e indicava il tempo della musica. La banda, proveniente da sud, si avvicinò agli astronauti in pochi minuti finché, arrivata a cinquanta metri da loro, si fermò e si schierò nella classica formazione della parata militare. La musica passò a The Star-Spangled Banner e intanto arrivò il Capo di Gabinetto Aleksander Zavarov accompagnato dal generale Ethan Kostner, il tenente colonnello Dylan Willis e il capitano Jozy Altidore. Zavarov e gli ufficiali passarono davanti alla parata a passo di marcia e giunsero a un metro dal colonnello Dollmann (nel corpo di Connelly) che stava in testa all’equipaggio. Mentre Dollmann e i suoi uomini fecero il saluto militare agli americani che gli davano il benvenuto, il Führer alzò con soddisfazione il braccio destro facendo il saluto romano e girò lo sguardo alla sua destra dicendo al generale Von Beck, con voce bassa: Idioti americani!
Il Capo di Gabinetto fece il solito discorso formale di circostanza, più velocemente del solito e non appena ebbe terminato chiese all’equipaggio astronauta di seguirlo insieme ai suoi ufficiali. Si diressero verso un grande pullman militare che li avrebbe condotti all’aeroporto Edwards Air Force Base, dove c’era ad attenderli il Presidente americano mondiale Andrey Aleinikov sul suo Air Force One.

«Perfetto! L’Air Force One è proprio il luogo ideale per prendere il posto del Presidente Aleinikov e da lì coordineremo tutto il piano bellico stabilito. Lass uns gehen und die erde wieder beherrschen! (Andiamo a dominare ancora la terra!)» disse sempre a bassa voce Adam Adolf Hitler IV rivolgendosi al suo fidato generale.


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