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Scent of the Sea – Epilogue

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EPILOGO

ESTATE DELL’ANNO 2248
NEL MONDO PARALLELO
đź”®SCENT OF THE SEAđź”®



Un lieto fine dipende da dove interrompete la vostra storia.
Orson Welles



Il sole diede il buongiorno alle colline verdi e giallo canarino di Voghera, con un grandissimo sorriso fatto dei suoi innumerevoli raggi sfavillanti. Gli uccellini fischiettanti nel cielo godettero del suo tepore di primo mattino e ne approfittarono per erigere i migliori nidi sui rami degli alberi. Spirava un alito di vento fresco e leggero proveniente dai declivi dell’Oltrepò, che accarezzò delle bellissime spighe di frumento dorate nei campi. In una camera da letto di una villa di periferia, entrò in funzione la sveglia audio/solare a muro che diffuse le note di una vecchia canzone:

… I used to rule the world seas would rise when I gave the word now in the morning, I sleep alone Sweep the streets I used to own I used to roll the dice…

Xavier Roncalli si svegliò con la suadente sonorità di Viva la Vida, ma si sentì strano, molto strano, confuso e smarrito e si fece delle domande ad alta voce:

«Chi sono? Cosa ci faccio qui?»

Il vecchietto dopo aver detto queste parole, rimase in silenzio per alcuni secondi a osservare il soffitto bianco e poi si voltò alla sua sinistra trovando sul letto una persona a lui sconosciuta e le chiese con tono agitato:

«Ma tu chi sei?»

«Tranquillo amore, sono tua moglie Sonia, ora da bravo bambino dovrai prendere le tue pillole per l’Alzheimer.»

La cara consorte si alzò per prendere dal comodino di fianco, il bicchiere già pronto, colmo d’acqua e le pillole; intanto Xavier si sedette ai piedi del letto:

«Eccole, mio bravo ometto, ora ti ricorderai tutto e come solito mi farai una grande festa.»

Il vecchietto, dopo appena pochi secondi che ingerì le pillole miracolose, fece un gran sorriso e abbracciò energicamente la moglie:

«Ora mi ricordo tutto amore mio, come sei meravigliosa…»

«Si, si caro, sono ormai tre anni che mi dici sempre le stesse cose, dopo aver preso la medicina, comunque non mi stanco mai di sentirtele dire. Allora? Ti ricordi che dobbiamo prepararci per le nove perché arrivano nostra figlia e nostra nipote, vero? Ci portano in gita al mare, a Cogoleto.»

«Ma certo cara, ora mi preparo subito, non vedo l’ora di abbracciare le mie Ludmilla e Ginevra. Ma nostro genero Marco? Non viene? Non dirmi che lavora anche oggi di domenica?»

«Purtroppo Marco oggi è alla fiera dell’imballaggio a Rho, sai che è diventato da poco direttore delle vendite e pertanto non può mancare» rispose la moglie.
Arrivarono puntualmente alle ore nove la figlia, la nipote e anche il cane Blacky: «Ciao nonno come stai?»

Non appena si aprì la porta, Ginevra disse queste parole correndo in braccio a Xavier seguita dall’animale di razza foxhound. Il vecchietto si chinò e abbracciò con caloroso trasporto la nipotina, la quale gli baciò affettuosamente il naso bulboso, mentre Ludmilla li osservava con tenero affetto. Blacky guardò il nonno e la nipotina nei loro gesti affettuosi e si mise ad abbaiare come per fare capire che anche lui desiderava tenerezze.

«Ma certo Blacky vieni qui a farti accarezzare» disse Xavier sorridendo, e il cane si fece coccolare socchiudendo leggermente gli occhi con espressione di godimento. Poi intervenne Sonia: «Be’? Come solito fate festa prima a lui con la scusa che è più anziano di me di cinque anni?»
Disse scherzosamente la vecchietta.

«Su dai mammina, non fare la gelosina» rispose altrettanto scherzosamente Ludmilla, che poi la abbracciò e la baciò sulla fronte segnata dalle rughe; le rughe di una donna che aveva vissuto i suoi anni, non senza difficoltà, ma con una soddisfazione che i giovani non potevano capire.

A Cogoleto c’era un buon profumo di mare che si sentiva fino all’incantevole carruggio. Xavier e Ginevra, mano nella mano, camminavano pian pianino, sulla pavimentazione in porfido che scendeva lievemente flessuosa fino a intrecciarsi con la strada Aurelia del lungomare. Dietro di loro c’erano Ludmilla e la mamma Sonia che li seguivano anche loro mano nella mano. Sonia teneva al guinzaglio Blacky. Il cane che camminava scodinzolando, osservava il vecchietto e la nipotina con uno sguardo vigile.
Arrivarono tutti insieme sullo spiazzo a terrazza del lungomare e respirarono a pieni polmoni lo iodio; in quel punto era piĂą intenso in quanto il mare cozzava armoniosamente sugli scogli. C’era una moltitudine di gabbiani bianchissimi che volavano a bassa quota e le loro ombre, riflesse sul mare, disegnavano una serie di cerchi concentrici e leggermente schiacciati, che si intersecavano creando una figura geometrica simile al simbolo dell’infinito. Gli uccelli, fieri della loro natura ammaliante, emisero all’unisono i tipici suoni al ritmo delle onde del mare.

Blacky si sdraiò soddisfatto su una panchina e con sguardo fiero si mise a sorvegliare, da buon cane da guardia, tutto l’habitat circostante; mentre i suoi padroni stettero in piedi e appoggiarono le loro braccia sul parapetto verso il mare, ammirando tutta la sua sublime azzurritĂ .
Mentre erano tutti quanti come in estasi, con gli occhi socchiusi, a godere del profumo del mare, a qualche centinaio di chilometro di distanza, in una camera, di un palazzo di Cesano Boscone, c’era la maga Amelia che li osservava con dolcezza, attraverso la sfera di cristallo.

Ginevra entrò in contatto telepatico con il nonno Xavier:

🔮Fra qualche anno questo mondo, in cui viviamo, non verrà più riscaldato dai raggi solari. Purtroppo il sole sta cominciando a spegnersi e questo pianeta comincerà a essere risucchiato da uno spaventoso buco nero. Noi possiamo cambiare il destino dell’umanità, ma non possiamo fare nulla sull’evoluzione dell’universo; non vedremo più questa meravigliosa natura davanti a noi. La NASA, grazie al nostro aiuto, in gran segreto, per non creare allarmismi nella popolazione mondiale, sta già progettando e iniziando a costruire le grandi strutture abitative per sopravvivere senza il sole.

Xavier Roncalli, guardando l’andirivieni costante delle onde del mare rispose telepaticamente alla bambina:

đź”®Certo, possiamo solo prevenire i cataclismi, ma contro il volere delle DivinitĂ  non possiamo fare niente.

🔮La Divinità Lug mi ha comunicato in sogno che avremo un’altra missione da compiere sul pianeta Terra. Disse la bambina.

đź”®Contro chi dovremo combattere questa volta? Chiese il vecchietto.

🔮Al Qaida e l’Isis.

The end
đź”®Scent of the Sea đź”®(I guardiani dei due mondi) di Carlo Bianchi Orbis.



🌛Venne una carestia nel paese…
Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti…
Allora Isacco chiamò Giacobbe…
Giacobbe si mise in cammino…
Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare…
Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Labano dicevano…
Alla mattina per tempo Labano si alzò…
Giacobbe alzò gli occhi e vide arrivare EsaĂą…
Dina, la figlia che Lea aveva partorito a Giacobbe…
Dio disse a Giacobbe: Alzati, vĂ  a Betel e abita lĂ …
Questa è la posteritĂ  di EsaĂą, cioè Edom…
Giacobbe dimorò nel paese dove…
In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli…
Giuseppe era stato condotto in Egitto…
Dopo queste cose, avvenne che il coppiere…
Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo…
Giacobbe, vedendo che c’era del grano in Egitto…
La carestia era grave nel paese…
Giuseppe dette quest’ordine al suo maestro di casa…
Allora Giuseppe non potĂ© piĂą contenersi…
Israele dunque levò le tende con quanto possedeva…
Giuseppe andò quindi a informare il Faraone…
Dopo queste cose, avvenne che fu detto a Giuseppe…
Poi Giacobbe chiamò i suoi figliuoli…
Allora Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre…
…poi Giuseppe morì, in etĂ  di centodieci anni; e fu imbalsamato, e posto in un sarcofago in Egitto… 🌛


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2 commenti

  1. silvia ha detto:

    Bello, mi è piaciuto molto, buona serata 🙂

    Piace a 1 persona

    1. carlobianchiorbis ha detto:

      Grazie, buona serata anche a te

      "Mi piace"

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