> CAPITOLO 4 < I LIKE TO KILL

I like to kill – Chapter 4

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<<Buongiorno signori, vi presento la dottoressa Alice Leoni, nostra consulente per il caso dell’omicidio di Angelo Tiraboschi.>>

Il maggiore Pastori presentò la detective a Longobucco e Gornati, appena giunti nel suo ufficio di comando. C’era già presente al briefing anche il maresciallo Pennetta che si alzò e sorrise ai colleghi di Parma che stavano stringendo la mano alla donna. Non appena furono tutti quanti seduti, il comandante iniziò la disquisizione:

<<Ho già qui una prima relazione del referto riguardante l’autopsia fatta sulla vittima. La morte di Tiraboschi risale alle ore 21.19. A quell’ora, nel centro cittadino, c’era ancora parecchia gente e pertanto l’assassino non può aver agito indisturbato senza essere visto. Pertanto, molto probabilmente, l’omicidio non è stato commesso nei pressi della fontana ma in un altro luogo, magari nell’abitazione della vittima; stiamo attendendo la verifica definitiva dai RIS, possiamo contare a breve sui risultati, dottor Gornati? >>

<<Si maggiore, sicuramente entro domani saranno pronti. >>

Intervenne anche Salvatore Longobucco:

<<Confermata quindi questa certezza, possiamo asserire che l’assassino sicuramente non avrà agito da solo, la vittima era di corporatura piuttosto robusta e pertanto per spostarla sarà stato necessario l’aiuto di almeno una se non due persone. Riguardo il luogo del ritrovamento del cadavere, sono state oscurate, con vernice spray, le telecamere esterne della chiesa e del negozio antistante la fontana. Abbiamo comunque una ripresa video del supermarket lungo Via Dante che ritrae una persona ben camuffata. Questa persona potrebbe essere l’assassino oppure un suo complice perché indossa un giubbino nero con cappuccio che copre il capo e anche dei pantaloni extra large neri.
È sicuramente una persona molto astuta: è incurante delle telecamere in quanto ha indossato volutamente dei pantaloni di taglia abbondante con dei rigonfiamenti ad hoc alle ginocchia e anche un giubbino largo con altrettanti rigonfiamenti ai gomiti. Questo sta a significare che possiamo valutare solo la sua altezza ma siamo impossibilitati a effettuare le misurazioni antropometriche: la distanza dai polsi ai gomiti e dalle caviglie alle ginocchia. Così non possiamo rilevare nulla di lui, solo la statura, ma questo è un elemento che può appartenere a migliaia e migliaia di persone. Oltre a ciò, potrebbe avere indossato scarpe con rialzo interno e pertanto, se la sua altezza fosse intorno all’uno e settantacinque, come sembrerebbe dalle immagini delle telecamere, e quindi quella di un uomo medio, sarebbe come brancolare nel buio riuscire a individuare con esattezza attendibile il potenziale sospetto. Infine, come notate dalla camminata, il nostro individuo ha un’andatura molto sobria, evidentemente molto controllata. Ci sono stati alcuni casi in cui gli assassini avevano indossato il casco, perché sapevano di essere ripresi dalle telecamere, ma sono stati incastrati dal loro modo di camminare.
Stamattina ho dato una rapida occhiata ai rapporti degli omicidi commessi dall’Aforista negli anni settanta e ottanta e sono stati tutti commessi sul luogo del ritrovamento delle vittime. Pertanto, già da qui si può dedurre che oggi abbiamo a che fare con un killer che si è ispirato a lui, ma il suo modus operandi non è perfettamente uguale, cosa ne pensa dottoressa Leoni? >>

<<Si certo, sono perfettamente d’accordo con lei maggiore. Fra l’altro il colpevole, un infermiere in pensione, che avevamo identificato allora come l’Aforista, non aveva alibi attendibili in almeno due omicidi. Inoltre nella sua abitazione avevamo trovato le armi del delitto: il martello tira chiodi e il punteruolo, entrambe con dei piccoli residui di sangue appartenenti all’ultima vittima. Avevamo effettuato il testing del DNA con l’aiuto dell’FBI. Erano i primi test attendibili, che poi, hanno preso sempre più piede nelle indagini giudiziarie, nel corso degli anni. Il condannato Maurizio Locatelli si è sempre dichiarato innocente, ma le prove contro di lui furono schiaccianti. Oltretutto aveva la fedina penale sporca per dei precedenti penali di pedofilia e atti osceni in luogo pubblico. Sappiamo tutti com’è andato il suo destino, non si è saputo se si suicidò di sua iniziativa oppure siano stati i suoi compagni di cella a istigarlo. È nota la fine che viene riservata ai criminali con precedenti di pedofilia oppure assassini di minorenni. >>

Mentre la detective parlava, Longobucco la osservò attentamente e constatò che era effettivamente una donna molto affascinante, nonostante i suoi sessantadue anni. Indossava con gran classe un tailleur con gonna corta, colore nocciola che si abbinava bene ai suoi capelli castano chiari a caschetto. Una camicetta bianca, leggermente aperta sul petto, che lasciava intravedere due seni deliziosi a coppa di champagne. Gambe lunghe e sinuose coperte da raffinati collant a rete media, color carne, che le esaltavano in maniera sublime. Bocca carnosa naturale a forma di cuore evidenziata da un tenue rossetto rosa e occhioni verde smeraldo, espressivi e risplendenti come due gioielli sopra una nasino alla francese. Era truccata in modo sobrio e non volgare: fard e mascara quel tanto che bastavano per conferirle un aspetto allusivamente lascivo. E infine un buon profumo che ricordava al capo RIS la sua vecchia fiamma Matilde Vergani. La detective, notando di essere osservata dal capo RIS, compiaciuta si toccò lievemente le punte dei capelli e accavallò lentamente le cosce…

<<Riguardo la vita privata di Tiraboschi cosa sappiamo dottor Pastori?>>
Chiese il tenente Gornati.

<<Non sappiamo molto di lui: era single, età 53 anni. Da una prima indagine della dottoressa Leoni risulta che era un incallito playboy ma non ci risultano suoi particolari precedenti di rilievo con la giustizia. Questo è un caso molto complesso signori, ci sarà da fare un’indagine a tutto campo, l’assassino può essere chiunque: un collega, uno studente oppure più studenti, un vicino di casa oppure un regolamento di conti della malavita. Non possiamo conoscere la vita oscura di tutti i cittadini, fintanto che non sale a galla per casi di cronaca nera. >>


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2 commenti

  1. Minjee Lee Brue ha detto:

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  2. Minjee Lee Brue ha detto:

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