> CAPITOLO 7 < I LIKE TO KILL

I like to kill – Chapter 7

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Era appena terminata la messa serale delle 18 alla chiesa SS. Gaudenzio di Gambolò e Don Claudio si tolse l’abito liturgico davanti a un grande specchio. Prese la giacchetta nera appesa nel mobile guardaroba, la indossò e mentre se la stava sistemando osservandosi alla specchiera, udì una voce dalla porta comunicante con la zona altare della chiesa:

<< Mi scusi il disturbo Don, ma c’è una giovane donna che vuole confessarsi. >>

<<Va bene Guido, dille che arrivo subito e di attendermi già nel nuovo confessionale senza separatorio>> disse il sacerdote sbuffando e rimettendosi l’abito talare.

Il sagrestano Guido rispose:
<<Okay Don>> facendo un sorriso con denti gialli e piccoli occhi che sembravano quelli di un castoro. Ma non appena Don Claudio entrò nel confessionale, ebbe modo di constatare con piacere che la donna peccatrice e desiderosa di purificazione era Sabrina Miccio. Notò che la donna aveva uno sguardo cupo e preoccupato, e così, per stemperare un pochino la tensione, le disse sorridendo:

<<Ciao Sabrina, quale buon vento ti porta qui da me stasera, sei arrivata giusto in tempo, stavo per andarmene. >>

<<Ciao Claudio, ho proprio bisogno di confessarmi, riguarda una questione molto delicata. >>

Notò anche che i suoi graziosi occhi castano scuri erano insolitamente sciupati. La professoressa e il prete furono intimamente amici da adolescenti, frequentarono le scuole medie nella stessa classe, provarono l’ebrezza del loro primo bacio, ma poi lui ebbe l’inaspettata vocazione e lei cambiò drasticamente il suo atteggiamento di donna. Don Claudio ebbe modo di constatare, negli anni, tutte le anomalie piĂą intime della donna. Il sacerdote amico fece velocemente il segno della croce e iniziò la confessione della peccatrice:

<<Dimmi tutto cara, cosa ti affligge.>>

<<Devo parlarti di Angelo Tiraboschi. >>

Il sacerdote fece una lieve espressione sbigottita e di avversione perché intuì subito quello che stava per dirgli l’amica.
Ti prego non può essere andata insieme a lui, proprio con quel maiale.
Ma le sue brevi preghiere furono vane:

<<Io sono probabilmente l’ultima ad aver visto Angelo, prima che fosse assassinato e ci sono andata pure a letto insieme. >>

Don Claudio mentendo a sĂ© stesso e all’amica disse:

<<Vabbè qual è il problema cara? Tu sei libera, lui era molto libertino ed era risaputo in tutta la scuola, certo ora dovrai assolutamente dirlo alle forze dell’ordine, mi raccomando!>>

Poi, vedendo che Sabrina era perplessa, continuò dandole un consiglio:

<<Però no, sai? Effettivamente, pensandoci bene, dovresti cercare di tenere il più stretto riserbo su questa tua relazione, ne va della tua reputazione e potresti rischiare il trasferimento punitivo. Ti consiglio, cara, di presentarti in caserma con un buon avvocato.>>

<<Certo Claudio, terrò buono il tuo consiglio. >>

Il prete cercò di mascherare sul suo viso, quel senso di repulsione che stava provando in quel momento e sentì anche un senso di disgusto nella sua bocca e afflizione nel suo animo, che aumentò ancora di più quando lei continuò nella sua confessione:

<<Ci sono andata a letto insieme, perché, come ben sai, ho avuto una storia importante con la mia collega Valeria De Marchi e visto che lei non ha più voluto frequentarmi ed è stata insieme, nel passato, alcuni mesi insieme ad Angelo, allora… per ripicca… >>

Il disgusto che provò il sacerdote nel sentire quelle parole diventò sempre più consistente e si dispiacque per la delusione che Sabrina gli stava arrecando al cuore. Se lui non fosse stato colto da folgorazione divina, forse lei non sarebbe arrivata fino a questo punto, lui le sarebbe stato vicino e lei non sarebbe arrivata a tutti questi comportamenti sessuali promiscui, al limite, se non oltre, la perversione.

<< Quindi, tutto qua Sabrina?>>

disse Don Claudio con un tono leggermente scocciato. Lei notò l’espressione infastidita del sacerdote, ma non potĂ© rimanere indifferente dal fascino ammaliante dei suoi occhi verdi, ancora piĂą belli quando era leggermente corrucciato.

<<No Claudio, devo dirti ancora una cosa molto più importante: quella sera in cui è stato assassinato Angelo, dopo alcuni minuti che abbiamo fatto sesso, ricevette una telefonata da una persona che gli diede un appuntamento più tardi, nel parcheggio vicino alla stazione ferroviaria di Vigevano. Così lui mi diede il benservito congedandomi con un semplice bacino sulla bocca e invitandomi a cena sempre da lui per il giorno successivo.>>

<< Va bene, allora?>> chiese il prete, sbuffando leggermente e tenendo sempre un atteggiamento falsamente indifferente.

<< Allora ero convinta che la persona che aveva telefonato ad Angelo fosse Valeria perchĂ© il parcheggio è proprio il luogo dove ci trovavamo per i nostri appuntamenti serali. Quindi ho atteso in auto che uscisse Angelo da casa sua e l’ho pedinato. Una volta che è arrivato nel parcheggio, l’ho osservato a debita distanza, finchĂ© non è arrivata un’auto che si è affiancata alla sua. Sono rimasti entrambi sull’auto, evidentemente parlavano fra di loro con i finestrini abbassati. La curiositĂ  di sapere se fosse Valeria che gli aveva dato l’appuntamento, mi stava logorando il fegato all’inverosimile. Così mi sono avvicinata alle auto dalla parte della persona misteriosa e ho capito che non era Valeria perchĂ© ho visto che non era la sua utilitaria.
<<Okay chi era allora?>> chiese Don Claudio con sguardo questa volta inevitabilmente interessato.

<<Non sono riuscita a riconoscerla perché mi ha puntato in faccia una potente torcia luminosa. Così non ho visto chi era ma temo di essere stata riconosciuta quando sono passata di fianco alla sua auto, perché, sfortunatamente, mi si è spento il motore e non riuscivo a farlo ripartire e ci sono voluti parecchi secondi per avviarlo.

<<Ma invece Angelo non ti aveva vista? >>

<<Penso di no. Lui aveva la visuale coperta dall’auto della persona misteriosa >> rispose Valeria.
<<Tu pensi addirittura che potrebbe essere l’assassino di Angelo?>>

<<Credo proprio di sì. E ora ho paura. Avendomi riconosciuta, mi sembra di essere pedinata, di vedere persone che mi seguono a distanza. Sai che non so neanche se dirlo alle forze dell’ordine? Ho molta paura.>>

<<Ma ti ricordi su quale auto si trovava la persona misteriosa?>>

Non appena il prete le fece questa domanda, si sentì il rumore del portone di ingresso della chiesa cigolare e i passi di una persona per alcuni secondi. <<Vado Claudio, ciao! >>

<<Aspetta un attimo Sabrina, lasciati dare almeno l’assoluzione!>>

La ragazza non lasciò neanche il tempo di terminare la frase al prete che se n’era giĂ  andata. Don Claudio uscì dal confessionale e non vide piĂą nessuno nella chiesa, andò nel locale degli abiti talari e c’era il sagrestano che stava levando la polvere dalla mobilia. Il sacerdote lo osservò compiaciuto per la sua notevole efficienza e gli disse:

<<Puoi pure chiudere gli ingressi caro Guido, buona serata. >>


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