> CAPITOLO 16 < MAGENTA ROSSO SANGUE

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“Starò via per un po’, almeno 4-5 mesi, comunque tornerò sicuramente…”

<<L’ho salutata così Antonia. C’è rimasta male anche se effettivamente se lo aspettava, non è la prima volta che mi assento, ma per così tanto tempo no.
Gliel’ho detto mentre stavamo seduti su una panchina di un piccolo spiazzo verde, arricchito di altre due panchine e qualche albero. Il piccolo parchetto è adiacente a una chiesetta.
Fatalità forse? Ma non appena le ho comunicato quella che è per lei una triste notizia, le campane si sono messe a suonare a festa per alcuni minuti. Mi è sembrato strano perché non mi sono risultate previste delle cerimonie quel giorno. Probabilmente si è trattato di un errore di programmazione del suono delle campane, da parte del sacrestano.>>

<<Sono contenta Sergio che mi stai parlando di questa tua amica Antonia. Non me ne avevi mai parlato prima. Come mai?>>, chiese la dottoressa Vanelli.

<<Non c’è un motivo! Mi va solo di raccontarlo e basta!>>, rispose il paziente con tono un po’ contrariato.

Marta Vanelli scrisse sul taccuino rilegato in pelle:

“Il paziente ha un’amica molto importante per lui, che, molto probabilmente, è riuscita a farlo smettere di fumare”.

<<Va bene Sergio, non ha rilevanza per me sapere come mai, però ho notato che per te è importante. Non è vero?>>

Sergio non rispose stando sdraiato sul lettino, nella semioscurità. Non proferì parola e la dottoressa scrisse:

“Confermo che Antonia è molto importante per Sergio – sottolineando la parola importante-”

<<A quanto ho capito, nella seduta di oggi, non hai intenzione di proseguire a raccontarmi del tuo incubo ricorrente, che disturba le tue notti insonni?>>

L’uomo rispose con un secco: <<No!>>

<<Ma non ho ancora recepito qual’è il vero motivo che ti ha portato da me. L’incubo che ti perseguita viene da molto lontano. Immagino chiaramente che si tratti di qualcosa di molto brutto del tuo passato. Ma se tu non riesci a terminare di raccontarmelo, in ogni seduta, non potrò mai aiutarti a liberartene affinché tu possa dimenticartelo per sempre e così lasciarti alle spalle la tua brutta esperienza di cui, evidentemente, non sono ancora a conoscenza…Oppure…>>

– Marta Vanelli, prima di proseguire, picchiettò leggermente la penna sulla copertina in pelle del suo taccuino temporaneamente chiuso. Ma poi smise subito, notando un inizio di inquietudine nel suo paziente da come respirava –

<<… Oppure c’è qualcos’altro che mi devi dire. A tal proposito mi riferisco a un fantomatico disegno divino che mi hai accennato in una seduta precedente.>>

Sergio cominciò ad ansimare e quando faceva così, la dottoressa iniziativa ad avere un certo timore perché “presagiva paurose reazioni inconsulte” (frase così scritta letteralmente dalla specialista sul taccuino).
Ma stranamente l’uomo non se ne andò via come le altre volte e si calmò. Con voce bassa e come se provenisse da un’altra persona disse:
<<Vedi cara dottoressa che non hai capito ancora nulla? Io voglio che tu mi aiuti a rievocare il sogno sì! Ma non voglio assolutamente poi dimenticarmelo! Lo stesso deve rimanere per tutti i giorni della mia triste vita nel mio cuore e nella mia mente. L’esperienza brutta che mi dici tu, me la ricordo benissimo per filo e per segno ma non te la racconterò mai! È grazie al sogno che ho la forza e la potenza di completare il disegno divino che ho appena cominciato. Io sono venuto da te perché mi dai il sostegno per non mollare….E poi… >>
L’uomo cominciò di nuovo ad ansimare e si alzò per andarsene nella semioscurità … senza concludere la frase.
Marta Vanelli si fece coraggio e gli chiese, con tono deciso e scocciato, prima che lui aprisse la porta d’uscita:
<<E poi che cosa caro Sergio? Chi ti dice che i nostri incontri con oggi non possano ritenersi conclusi?

L’uomo, nella penombra, prima di afferrare la maniglia della porta, senza voltarsi le rispose:

<<… e poi non saprai mai qual è il mio disegno divino! Io tornerò da te tutte le volte che vorrò fino a quando lo stesso non sarà concluso! Lo sai perché? Perché io sono la tua droga, ho capito che tu hai tremendamente bisogno di me!>>

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