> CAPITOLO 18 < MAGENTA ROSSO SANGUE

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Il rumore di una mola elettrica era imprigionato in uno scantinato.
Non poteva fuggire dal locale interrato, grazie a dei pannelli fonoassorbenti neri, posati su tutte le pareti e il soffitto. Gli stessi davano anche una maggiore tetraggine all’ambiente già spettrale, dove il killer stava affilando la lama dell’accetta della morte. L’utensile di materiale abrasivo ruotava, mentre i ricordi nella mente dell’uomo tornavano indietro nel tempo di qualche mese, quando si era trasferito nella città Ducale di Salvatore Longobucco. Aveva vissuto lì, in un breve periodo, per poter pedinare l’ex capo RIS e soprattutto la sua famiglia. L’assassino non lasciava nulla al caso, il disegno divino doveva essere perfetto, senza sbavature.

Perfetto come la lama che stava molando.

Aveva seguito ogni movimento della preda che si recava nella sede dei RIS di Parma e ci rimaneva per parecchio tempo, per poi uscire e incontrarsi con la sua compagna e il piccolo figlio, nel ristorante del centro. Oppure tornava semplicemente a casa e il predatore rimaneva vicino la residenza di Longobucco ore e ore, vedendo le luci spegnersi, per poi accendersi il mattino presto del giorno seguente. Ma, al centro delle attenzioni del killer c’era anche il capo RIS Vignati Michele, anche lui residente a Parma e anche lui pedinato in alternanza con il collega.

Non c’era migliore sensazione di godimento per Sergio:

controllare il nemico a sua insaputa e così contrattaccarlo conoscendo le sue mosse in anticipo.

La lama era perfetta e lucente, sotto i riflessi di luce tenue della lampada a muro.

Il lavoro terminò e Sergio, soddisfatto, tornò al piano superiore, nel suo appartamento.
Nel buio sapeva dove teneva il telecomando, lo afferrò e accese la TV sul canale TG24. La stanza era illuminata solo dall’apparecchio.
L’uomo si sdraiò sul divano nella penombra. La televisione aveva praticamente la stessa funzione di un abat-jour di medio grandi dimensioni. L’audio era sul minimo di 2 tacche, ma una notizia dell’ultima ora, giunse vagamente alle orecchie dell’uomo, al quale destò particolare interesse, fino a portarlo ad aumentare il volume per recepirla meglio:

“… ci è appena arrivata una notizia da Wuhan – capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina Centrale –
Le autorità sanitarie hanno divulgato il risultato di indagini investigative su un gruppo di pazienti con polmonite virale. Ebbene, hanno scoperto che la maggior parte dei pazienti ha in comune le visite al mercato all’ingrosso di frutti di mare di Wuhan. Il mercato è noto per essere un centro di vendita di pollame, pipistrelli, serpenti e altri animali selvatici…
e ora passiamo a un’altra notizia… “

Sergio sbuffò annoiato e spense la TV per riposarsi.

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