CAPITOLO 6 – BLOODY FACEBOOK…LE ORIGINI

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Dopo qualche giorno…

<<Perché papi oggi ci porti tu all’asilo e non la mamma?>>
<<Perché stamattina aveva da fare>>, rispose Federico Bond alla guida, mentre osservava dallo specchietto retrovisore suo figlio seduto sul seggiolino, che gli aveva fatto la domanda.
L’uomo ruotò leggermente lo specchietto, affinché potesse vedere anche sua figlia seduta di fianco al fratellino gemello.

“Certo che Rebeca mi ha donato due bellissimi figli: entrambi sempre con espressione del volto allegra, coi loro occhi azzurri vispi, proprio come lei; capelli castani, un po’ ricciuti Andrey e lisci Agata. Questi pargoli mi fanno dimenticare i suoi comportamenti, a volte un po’ malsani. Però ieri sera ha proprio esagerato. E’ vero che quando ci siamo messi insieme, ero consapevole che lei fosse bixes e ho anche approfittato dei piaceri di fare sesso con due donne, ma mi sembrava scontato che, con la nascita dei due gemelli, si fosse controllata, invece…”
Pensò Federico e rielaborò nella mente, il litigio avvenuto con la sua compagna nella notte precedente:

– Saltò una cena/appuntamento di lui e Gabriele con un cliente importante della loro Società Engeneering K2 e volle fare una sorpresa a Rebeca rientrando in casa senza avvertirla. Era un po’ di tempo che non invitava l’amico nella sua dimora e l’occasione era propizia per fare una bella spaghettata come ai vecchi tempi. Ma la sorpresa gliela fece lei. Non appena Bond entrò in casa, seguito da Gabriele, c’erano i due bambini che dormivano sul divano di fronte alla TV accesa e sintonizzata sul canale cartoon. L’audio era alto e così il padrone di casa spense la TV col telecomando, ma si udirono versi di piacere provenire dalla zona notte dell’appartamento.
“Ma che caz…”, pensò Federico e andò verso la camera da letto. Quando arrivò di fronte alla porta della stanza, vide, nella semioscurità, una donna sdraiata ai piedi del letto, a gambe divaricate, che accoglieva nella sua vulva un grosso dildo.
Il fallo artificiale era nelle mani di Rebeca, completamente nuda, che stava inginocchiata davanti all’amante godente.
Bond fece finta di tossire per interrompere quel particolare amplesso.

<<Ciao amore, è venuta a trovarmi la mia amica Adelaide, direttamente dal Brasile. Senza preavviso, mi ha fatto proprio una bella sorpresa e non ho saputo resistere quando mi ha fatto questo regalo>>, disse Rebeca, alzandosi in piedi e mostrando il dildo rosa al suo compagno, illuminato dalla tenue luce proveniente dalla lampada sul comò.
Federico, non appena sentì quelle parole, tornò subito in soggiorno e chiese a Gabriele di riaccendere la TV e di non abbassare il volume, constatando che i bambini dormivano ancora. In un nanosecondo fu in camera da letto.
Le due donne stavano continuando, il rapporto sessuale estroverso, incuranti della presenza dell’uomo, finché Adelaide chiese a Federico di unirsi a loro come già fatto nel passato.
<<Ma siete impazzite! Ma non vi siete rese conto che se foste viste dai bambini, loro potrebbero dirlo alle maestre e così succederebbe un patatrac! Rischierei di perdere la patria potestà e rischieremmo tutti quanti il carcere?!
Vi do giusto un quarto d’ora per uscire da questa casa e tu Rebeca vai pure in Hotel con la tua amica e vedi di non tornare fino a domani pomeriggio! Domani i bambini li porterò io all’asilo! Adesso vado di là in soggiorno. C’è Gabriele, fategli giusto un saluto veloce e andatevene!>>, urlò Bond.

La sfuriata ebbe l’effetto sortito e, in poco meno di quindici minuti, le due donne uscirono dall’appartamento salutando l’amico di Federico. Andrey e Agata dormivano ancora come degli angeli –

Dopo aver lasciato i figli all’asilo, Bond doveva consegnare un hard disk a un cliente e visto che, a pochi chilometri di distanza, c’era l’indirizzo di residenza di Andrea, andò a vedere la sua abitazione, giusto per curiosità.
Quando arrivò nei pressi del civico indicato sul foglietto, constatò con stupore che il palazzo era di prestigio. E proprio in quel momento, vide arrivare un’Audi. Era la stessa auto dei due malviventi che vide picchiare, giorni prima, la prostituta. La stessa si fermò davanti all’ingresso dell’edificio e scesero Andrea e l’uomo pelato con la barba. I due entrarono nel palazzo.
“Quei bastardi avranno sicuramente delle brutte intenzioni sulla povera ragazza”, pensò Federico.

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