> CAPITOLO 17 < MAGENTA ROSSO SANGUE

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“RITROVARE QUELL’EMOZIONE PERDUTA CON GLI ANNI, QUELLA BELLA SENSAZIONE CHE COGLI DENTRO DI TE E TI SENTI COME UN RAGAZZINO CON LE SUE PAURE E LE SUE INSICUREZZE.
VORREI RICOMINCIARE UN’ALTRA VITA MA NON È POSSIBILE.
È UN PENSIERO BELLO E STUPENDO MA NON SI PUÒ COMBATTERE CONTRO IL TEMPO, PERCHÉ LUI FUGGE VIA E TI LASCIA I SEGNI E I SOGNI.
MA SI PUÒ CERTAMENTE SOGNARE E QUESTO GRAZIE A LEI ANTONIA.
E, A VOLTE, I SOGNI POSSONO DIVENTARE REALTÀ.
MAGARI UN GIORNO POTREMO VIVERE UNA BELLISSIMA REALTÀ INSIEME.
LE HO LASCIATO QUESTO AUDIO MESSAGGIO AFFINCHÉ POSSA SENTIRMI VICINO, IN QUESTO LUNGO PERIODO CHE SARÒ ASSENTE.
SONO GLI ULTIMI GIORNI DI PRIMAVERA E COLGA L’OCCASIONE DI USCIRE IN GIARDINO E RESPIRARE, A PIENI POLMONI, ANCORA UN PO’ D’ARIA FRESCA, PENSANDOMI INTENSAMENTE.
ANCH’IO FARÒ ALTRETTANTO E CI SENTIREMO VICINI COL PENSIERO.
E QUANDO FARÀ PIÙ CALDO, IN PIENA ESTATE, DI SERA, SENTIREMO IL CANTO DELLE CICALE CHE CI ACCOMUNERÀ IN SIMBIOSI CON LA NATURA.
E POI VERRÀ L’AUTUNNO E DAL FRUSCIO DEL VENTO SUI RAMI DELLE PIANTE, CAPIRÀ QUANDO QUASI TUTTE LE FOGLIE SARANNO CADUTE E MI SENTIRÀ ARRIVARE PER SCADARLE IL CUORE DAL FREDDO INVERNO.”

Antonia aveva appena finito di sentire l’audio messaggio lasciato da Sergio. Sentiva ormai la fine dell’autunno, come da lui consigliato, dal fruscio del vento sui rami delle piante. Si trovava seduta sulla solita panchina del parchetto, con il bastone bianco e lo smartphone per ipovedenti, come unici compagni. Sorrise quando, qualche mese prima, era seduta nello stesso punto della panchina e attendeva che il vicino tornasse con in mano il suo cellulare dicendole:
“Mi sono allontanato per registrare un audio messaggio, però deve prometterti che lo ascolterà quando me ne sarò andato per 4-5 mesi, me lo promette?”

E ad Antonia piacque moltissimo la sorpresa, perché era un atteggiamento giocoso dell’uomo che non si aspettava e le diede molta positività e ottimismo.
Quell’audio messaggio le fece molta compagnia e i giorni trascorsero con molta leggerezza e serenità.
Il cielo si stava molto probabilmente annuvolando perché arrivò, improvvisamente, un venticello piuttosto fresco che indusse la donna ad alzarsi per rientrare in casa, quando sentì un lieve rumore di passi sui sassolini del vialetto giungere verso di lei.
Rimase ferma e guardinga finché essa sentì una voce familiare:

<<Un delicato fiore, un sorriso malcelato e un’aria musicale
dolcissima strappano emozioni che tolgono respiro.
Non c’è alba senza voce, silenzio senza musica e pensiero senza immagine ove non ci sia lei Antonia.>>

La donna, presa da un inaspettato e incontrollabile entusiasmo, abbracciò l’uomo non appena fu a poca distanza da lei. Anche se non lo poteva vedere andò a colpo sicuro perché fu attratta, come una calamita al metallo, dal suo inconfondibile profumo.
<<Sapessi come sono felice che sei tornato Sergio…Ops scusami tanto ti ho dato del tu!>>

<<Ma non ti devi scusare Antonia, diamoci pure del tu, d’ora in poi.>>

E i due rimasero abbracciati stretti, stretti, mentre delle gocce di pioggia cominciavano a bagnare i loro capelli.

Arrivò l’inverno e le passeggiate mattutine continuarono ugualmente, ma la brutta stagione stava portando anche nuovi piani diabolici nella mente del vicino “Mister Hyde”.

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